Juniores Regionale (6^ giornata): Hermada – Città Monte San Giovanni Campano 2-0. Tabellino e cronaca

Hermada – Città Monte San Giovanni Campano 2-0
HERMADA: Matrone, Pernarella, Guarnieri (8’ st Alfano), Negri, Falovo, Corbi, Magnisi, Alla, Compagni (32’ st Sicignano), Percoco (42’ st Tramentozzi), Ali-Giudici (21’ st Pagano). A disposizione: Hatiroul, Mafferri, Velocci.
CITTÀ MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO: Tatangelo, Cianchetti F., Coratti (34’ st Vincenzi,), Testani, Lanzi, Carinci, Fiorini (2’ st Marcoccia), Perrone (8’ st Venditti J.), Venditti M. (2’ st Compagnone), Cenciarelli (34’ st Quattrociocchi), Bracaglia. A disposizione: Ciotoli. Allenatore: Damiano Valenti.
Arbitro: Pioivan Cardillo Cupo di Formia.
Marcatori: 12’ pt Ali-Giudici (rigore), 21’ pt Magnisi.  
Note: espulsi: al 30’ pt Carinci (M) per doppia ammonizione; al 40’ pt Bracaglia (M) per fallo da tergo. Ammoniti: Corbi (H), Ali-Giudici (H), Favolo (H), Perrone (M), Carinci (M) e Cenciarelli (M).

Dopo l’ottimo pari interno con la capolista San Michele il Città Monte San Giovanni Campano viene battuto dall’Hermada per due reti a zero. La sfida è stata condizionata, in maniera evidente e decisiva, dall’errore tecnico dell’arbitro, il signor Pioivan Cardillo Cupo di Formia. L’episodio incriminato si riferisce all’espulsione assurda incassata da Carinci al minuto numero 30 per un doppio giallo inesistente. Parliamo di errore tecnico in quanto l’arbitro dopo aver ammonito in avvio di gara Corbi, alla mezz’ora estraeva il cartellino giallo per Cristian Carinci (nella foto) e a seguire, tra lo stupore generale, il rosso per doppia ammonizione. La giacchetta nera, in sostanza, in occasione dell’ammonizione a Corbi scriveva sul proprio taccuino il nome di Carinci, confondendo le due squadre, e nella seconda circostanza spediva lo stesso numero sei ospite, ingiustamente, sotto la doccia. Dure ed inutili le proteste dei calciatori ospiti che non riuscivano a far tornare sui suoi passi l’incerto fischietto di Formia. La società ospite nei prossimi giorni dovrebbe presentare ricorso e qualora l’arbitro riconoscesse l’errore commesso verrebbe ripetuta la gara. Del resto sbagliare è umano…purché ci sia la buona fede e si riconoscano gli errori commessi. La cronaca. Al 7’, conclusione di Magnini da fuori area con Tatangelo che bloccava la sfera a terra senza problemi. Al 12’, il primo gol pontino. Per un fallo commesso in area di rigore da Carinci il direttore di gara concedeva la massima punizione che Ali-Giudici trasformava. Quattro minuti dopo, la risposta monticiana veniva affidata ai piedi di Perrone con Matrone che bloccava il pallone a terra in due tempi. Al 21’, i padroni di casa raddoppiavano. Azione personale di Magnini e gran tiro da fuori area con la sfera che si insaccava sotto la traversa. Al 30’, l’incredibile espulsione di Carinci mentre al 40’ era Bracaglia a beccarsi il rosso diretto per un fallo da tergo. Nella ripresa gli ospiti, nonostante la doppia inferiorità numerica, provavano, senza riuscirci, a riaprire la partita. Al 30’, conclusione insidiosa di Coratti con il portiere di casa che ribatteva la sfera. Due minuti dopo intervento miracoloso di Matrone sul tiro da fermo di Coratti. A cinque dal novantesimo, tiro da fermo di Pagano con Tatangelo che sventava la minaccia. Nel dopo gara un deluso ed inviperito mister Damiano Valenti ha dichiarato: «È ora di dire basta a questo scempio! Nel calcio come nella vita ci sta di sbagliare ma se succede bisogna riconoscere l’errore. Gli arbitri, invece, pensano di poter fare il bello ed il cattivo tempo con un atteggiamento per niente collaborativo… Nel match con l’Hermada avremmo dovuto abbandonare il terreno di gioco dopo l’incredibile errore commesso in occasione dell’espulsione di Carinci che definisco assurda e vergognosa! Ho sempre detto ai miei ragazzi di non giudicare l’operato dell’arbitro e continuerò a farlo in futuro ma dopo questa perfomance negativa non sarà semplice convincerli! Sono nauseato di essere giudicato da un ragazzino che viene il sabato a fare ciò che vuole senza un nesso logico. Basta!».